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UN NOME, UNA LEGGENDA

luglio 22, 2011

Il 20 luglio 1973 moriva a Hong Kong, all’età di soli 32 anni, il leggendario Bruce Lee. Straordinario praticante di Arti Marziali e conoscitore di molti metodi di combattimento, sia orientali che occidentali, divenne notissimo al grande pubblico grazie ai suoi film, nei quali incarnava sempre l’immagine dell’eroe pronto a ribellarsi alle ingiustizie e ai soprusi. Leggi tutto »

UN PUGNO E’ SOLO UN PUGNO

luglio 8, 2011

Bruce Lee disse: prima di affrontare lo studio di quest’arte, per me un pugno era solo un pugno e un calcio solo un calcio, poi, quando cominciai a praticare mi accorsi che in realtà un pugno è molto più di un semplice pugno e un calcio è molto più di un semplice calcio. Leggi tutto »

COSA SIAMO E CHI SIAMO

giugno 24, 2011

Che cosa siamo esattamente noi esseri umani? Scientificamente parlando, siamo un insieme di muscoli, organi, vasi sanguigni, pelle, distribuiti intorno ad un solido scheletro che supporta tutto e che ci permette di muoverci, correre, saltare, insomma, di vivere. Leggi tutto »

Il Krav Maga

maggio 12, 2009

krav-maga-categoryIl Krav Maga è un metodo di combattimento nato in ambienti ebraici dell’Europa centro-orientale nella prima metà del XX secolo La parola Krav Maga, in ebraico moderno, significa letteralmente “combattimento con contatto”. La traduzione più utilizzata è comunque “combattimento corpo a corpo”. Il Krav Maga nasce dall’opera di sintesi di Imi Lichtenfeld su indicazione dell’esercito israeliano. Agli inizi degli anni ‘50, parallelamente alla nascita dello stato di Israele, a Lichtenfeld viene richiesto di sviluppare un sistema di combattimento efficace ma rapido da apprendere, al fine di addestrare le neonate forze speciali israeliane, fin da subito impegnate in una durissima lotta. Leggi tutto »

F.A.Q. – LE LEZIONI PRIVATE

maggio 7, 2009

Che senso ha prendere lezioni private di Arti Marziali? Non tutte le persone hanno la possibilità di frequentare un corso serale, per motivi di tempo o per impegni di lavoro.
Mentre con le lezioni private? E’ possibile stabilire giorno e ora della lezione potendo così conciliare i propri impegni personali con un validissimo programma di allenamento.
Soltanto questo? E’ anche possibile lavorare solo sugli argomenti che interessano: ho avuto allievi ai quali interessava solo la difesa da coltello, altri interessati alle tecniche di calcio, altri dedicati alle leve di controllo in quanto addetti alla sicurezza in locali notturni. Leggi tutto »

F.A.Q. – I CORSI REGOLARI

maggio 7, 2009

Com’è organizzato un corso di Arti Marziali? Nei nostri si tengono due lezioni ogni settimana, generalmente di circa un’ora ciascuna, nel periodo tra settembre e fine maggio.
Posso iniziare in qualsiasi momento o devo cominciare a inizio corso? Se un allievo comincia la pratica a corso iniziato, viene seguito per i primi tempi in maniera individuale da un Istruttore o da un allievo esperto, finchè non sarà in grado di allenarsi con gli altri.
Lavorerò anche insieme agli allievi avanzati? Succederà certamente, perché il nostro allenamento si basa essenzialmente sul lavoro in coppia, e la coppia si cambia di continuo.
Ma non sarà pericoloso per me? Certamente no anzi, allenarsi con un allievo esperto riduce enormemente il rischio di infortuni e permette di imparare molto più velocemente.
Ci si fa male durante l’allenamento? Cerchiamo di evitarlo in ogni modo possibile, utilizzando le apposite protezioni perchè dobbiamo soltanto imparare a difenderci e non a massacrarci di botte: chi vuole questo deve rivolgersi verso gli sport di combattimento.
Allora non si combatte mai? Al contrario, si combatte molto spesso e proprio come in strada, cioè senza nessun regolamento, ma utilizzando armi imbottite e tutte le protezioni.
Come si svolgono le lezioni? Si comincia con un breve riscaldamento, fondamentale per evitare di subire lesioni muscolari e si continua con l’allenamento vero e proprio che al Combat Center Bologna è impostato sullo studio delle situazioni di difesa personale reale da strada e sull’applicazione delle tecniche più efficaci contro avversari disarmati o armati.
In quanto tempo imparerò? Non si può dire perché dipende dalla frequenza costante, dall’intensità e dalla concentrazione negli allenamenti, e dalla predisposizione personale.
Qualche buon motivo per iscrivermi ai vostri corsi? E’ un modo di aumentare molto le prestazioni del proprio fisico imparando a difendersi, di scaricare le tensioni accumulate durante la giornata e, perché no, stare in compagnia, socializzare e fare nuove amicizie.

F.A.Q. – AUTODIFESA FEMMINILE

maggio 7, 2009

Cos’è un corso di Autodifesa Femminile? E’ un corso dedicato e riservato alle donne che serve a far conoscere prima di tutto quali sono le principali situazioni di pericolo e in che modo possono essere prevenute ed evitate: la parte della difesa fisica è solo l’ultima risorsa, l’ultima carta da giocare, alla quale bisogna ricorrere solo se non c’è altro da fare.
Da cosa ci si impara a difendere? Nel nostro programma base si esamina innanzitutto la difesa da aggressioni a scopo di violenza fisica e sessuale poi, continuando ad allenarsi e migliorando la propria abilità individuale, le situazioni contro aggressori armati di coltello.
Il mio fidanzato dice che non serve a niente! Il tuo fidanzato ignora che la stragrande maggioranza delle aggressioni a donne fallisce a causa della reazione (spesso scomposta e istintiva) della vittima, poi dovrebbe essere felice che tu possa difenderti da un altro uomo.
Ma come posso battere un uomo più forte di me? Non devi batterlo, perché non è un combattimento: la cosa importante è riuscire a piazzare un paio di colpi precisi ed efficaci sfruttando l’effetto sorpresa, per distrarlo o sbilanciarlo creandosi l’occasione per fuggire.
Il mio fidanzato può accompagnarmi? Sì, però non potrà assistere alla lezione perché l’alto numero di aggressioni in ambito familiare sconsiglia di mostrargli ciò che si impara.
E’ impegnativo dal punto di vista fisico? No, perché è più importante lavorare sulla reazione emotiva, sul controllo della paura e sul corretto atteggiamento fisico e mentale.
Se vengo aggredita e mi difendo, cosa rischio a livello legale? Il diritto all’autodifesa è riconosciuto ovunque, specialmente se la vittima (donna) è riconosciuta più debole del proprio aggressore (uomo): comunque, per togliere ogni dubbio al riguardo, i vari aspetti legali della difesa personale vengono trattati dettagliatamente durante le lezioni del corso.
Posso iscrivermi quando voglio? Sì, perché per i primi due/tre mesi ogni allieva segue un proprio percorso individuale: dopo potrà allenarsi nel gruppo delle allieve più esperte.

F.A.Q. – DIFESA DA COLTELLO

maggio 7, 2009

Perché tanto risalto alla Difesa da Coltello? Perché il coltello costa poco ed è molto pericoloso, è occultabile e non fa rumore, e trovarsi di fronte ad un aggressore armato di coltello è molto più facile di quello che si può pensare: in una situazione del genere scelte, reazioni, o movimenti sbagliati possono costare ferite estremamente gravi, oppure la vita.
Quindi si non si studia solo la tecnica? E’ fondamentale capire come si comporta una persona armata, come confrontarsi con lui, che atteggiamento tenere e come proteggersi. Ma difendersi da un coltello non è troppo rischioso? Combattere contro un coltello senza tagliarsi è come nuotare senza bagnarsi: questo significa che l’importante in questo tipo di situazioni non è ritornare a casa senza avere subìto ferite, ma ritornare a casa vivi.
Di fronte ad un’arma posso anche rinunciare a difendermi? Se un criminale vuole solo i soldi conviene di sicuro accontentarlo, però ci si può trovare in situazioni nelle quali, nonostante il pericolo sia enorme, non ci si può astenere dal reagire con determinazione.
Quali per esempio? Trovarsi sotto la minaccia di un’arma mentre un complice vuole violentare nostra moglie o nostra figlia, oppure una donna che si trovi di fronte l’ex marito con un coltello in mano intenzionato ad uccidere, tanto per dirne due abbastanza frequenti.
In casi del genere quanto è utile avere questo tipo di preparazione? Sicuramente, conoscere le difese e averle allenate a sufficienza aumenta di molto le possibilità, e anche sapere cosa fare e cosa non fare, così come saper distinguere quale arma si ha di fronte.
Ma non stiamo parlando di coltello? Purtroppo questo è il limite di tanti Istruttori di Arti Marziali che si improvvisano esperti di coltello: spesso capita di affrontare persone armate di siringa, cutter, cacciaviti, e pensare che siano la stessa cosa è sbagliato e stupido.
Non potrei tenere anch’io un coltello in tasca? Portare il coltello per difesa personale è vietato dalle leggi italiane, quindi è una scelta che non si può prendere in considerazione.

F.A.Q. – JKD + KALI…PERCHE’ ?

maggio 7, 2009

Jeet Kune Do e Kali-Escrima sono discipline diverse? Sì, il Jeet Kune Do nacque dalle intuizioni rivoluzionarie di Bruce Lee tra il 1965 e il 1973, anno in cui morì, mentre il Kali (o Arnis, o Escrima) ebbe antichissime origini nell’arcipelago delle Isole Filippine.
Perché al Combat Center Bologna vengono insegnati insieme? Nel 1964  Bruce Lee fu invitato a esibirsi ad un torneo di Karate a Long Beach e lì conobbe un Maestro di arti marziali filippine di nome Dan Inosanto, estremamente abile con i bastoni e con i coltelli.
Cosa successe dopo? Cominciarono ad allenarsi insieme, ed ebbero così la possibilità di verificare i limiti dei rispettivi sistemi di combattimento, nel senso che per Inosanto era impossibile tenere testa a Bruce Lee combattendo solo a mani nude, mentre per Bruce Lee era impensabile anche solo avvicinarsi a Dan Inosanto se questi aveva un’arma in mano.
Quindi? Inosanto cominciò a studiare il Jeet Kune Do e Bruce Lee iniziò a esaminare il lavoro con le armi e si accorsero che la guardia, gli spostamenti, le difese, avevano molti aspetti in comune che combinati potevano originare un sistema completo e inattaccabile.
E questo cosa c’entra con il Combat Center? Quando Bruce Lee morì nel 1973, Dan Inosanto continuò la sua opera di sviluppo sul Jeet Kune Do e sulle arti filippine che già conosceva bene, creando uno dei più efficaci sistemi di difesa personale tuttora esistenti: il Combat Center Bologna fa riferimento in ambito nazionale ed internazionale all’AKEA del Maestro Roberto Bonomelli che fu il primo Istruttore italiano alla Inosanto Academy e il primo a diffondere nel nostro Paese i programmi di queste affascinanti Arti Marziali.
Allora ci si allena sia a mani nude che con le armi? Certamente sì, perché chi tratta la difesa personale deve avere una preparazione totale, a mani nude e con le armi, per aver il giusto senso delle distanze e le abilità per poter affrontare qualsiasi tipo di aggressore.
Un sistema tra progresso e tradizione? Sì, per trarre il meglio da entrambe, ma senza perdere di vista la Via dei nostri Maestri : ricercare e sperimentare per migliorarsi sempre.

F.A.Q. – KALI – ARNIS – ESCRIMA

maggio 7, 2009

Kali, Arnis, Escrima, di che cosa si tratta? Sono Arti Marziali che hanno origine nel sud-est asiatico, e per maggior precisione provengono dall’arcipelago delle Isole Filippine.
Perché tre nomi differenti? Kali è il nome antico di questo sistema di combattimento, mentre Arnis ed Escrima sono termini che risalgono ad un periodo più recente e, per essere precisi, all’invasione spagnola di Ferdinando Magellano del 1521: il Kali veniva praticato prevalentemente con armi da taglio, mentre l’Arnis e L’Escrima privilegiano i bastoni, in conseguenza del divieto imposto dagli invasori spagnoli di utilizzare spade e coltelli.
Cosa hanno di particolare queste discipline? Lo studio accurato di tutte le principali armi contundenti e da taglio, in particolar modo bastoni di rattan e coltelli, l’allenamento costante sui vari tipi di maneggio e su come affrontare a mani nude un aggressore armato.
Come mai si presta tanta attenzione alle armi? Le isole Filippine erano popolate da contadini che “indossavano” quotidianamente machete e coltello come strumenti di lavoro, e liti, discussioni e risse finivano spesso in combattimenti a suon di colpi di arma da taglio.
E il lavoro con i bastoni? E’ eccezionale per migliorare la coordinazione motoria e la fluidità dei movimenti, e per abituare gli occhi alla loro velocità e alla lunga distanza, oltre che per imparare a colpire con un oggetto comune tipo una torcia o un giornale arrotolato.
Perché per imparare a difendersi dalle armi se ne studia il maneggio? Perché chi non conosce un’arma non sarà mai in grado di difendersi da essa: i grandi Maestri di Kali-Escrima sono soliti dire che solo un bravo combattente di coltello ha qualche possibilità di sopravvivere se si trovasse ad affrontare a mani nude un avversario armato di coltello.
E al giorno d’oggi è efficace? Basta pensare che quasi tutti i principali Corpi Speciali Militari e Antiterrorismo lo hanno incluso nei loro programmi di addestramento già da molti anni, proprio per la sua efficacia e per la semplicità di esecuzione delle sue tecniche.

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