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Gli Incubi di Hazel di Leander Deeny

28 giugno, 2010

Gli Incubi di Hazel (Hazel Phantasmagoria, 2008) è il romanzo di esordio di    Leander Deeny che ci porta direttamente nelle atmosfere un pò gotiche e apparentemente nonsense di un Lewis Carrol e di un Tim Burton. Deeny riesce non solo a conquistare i ragazzi con una favola di facile lettura in grado di farli sorprendere, inorridire e incuriosire fino all’ultima pagina, ma ha anche l’abilità di stuzzicare la curiosità dei più grandi che, nel corso della narrazione, si trovano a ripercorrere con mente razionale, le tante paure, curiosità, emozioni di quando erano bambini. Tutto questo attraverso la mente e gli occhi della piccola protagonista, Hazel, alla quale avvenimenti o creature impossibili, dopo qualche breve perplessità (unico legame che sembra esserci con la realtà), cominceranno ad apparire plausibili e … perchè no, reali.

La presentazione, prefazione, introduzione (in realtà la prima pagina è indefinibile) all’inizio della storia, è firmata da uno dei personaggi principali: Eugenia, Lady Paquierde. Commento? Dopo le prime due righe è stato “ah, peerò! Carina la signora!” , riguardo al seguito posso dire: tanto inverosimile, quanto veritiero (ovviamente come ricerca di un possibile significato profondo e generale) … Ah sì, anche un pò crudele e schietto.

Nulla è ciò che sembra e ciò che sembra, poi, non è  in questa favola per bambini piccoli e  grandi. Anche dietro alle caratteristiche di ciascun personaggio, come crudeltà, irosità, opportunismo e bontà,  si nascondono paura, troppo amore e rassegnazione esasperati alla follia. Il finale sa sorprendere e ribaltare la storia.

Complessivamente da leggere (io ho impiegato circa tre ore saggiamente suddivise nel corso di una giornata :) per i curiosi e per gli amanti del genere, vi propongo qui di seguito il riepilogo riportato direttamente dall’edizione “Newton Compton”, permettendomi di aggiungere  o commentare qualche piccolo dettaglio tra parentesi.

Hazel, un’allegra bambina di otto anni (direi capricciosa, più che altro) , è ospite della terribile zia Eugenia e del suo antipatico cuginetto Isambard (solo, misterioso e opportunista, avrei detto io). Basterebbe l’immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per scoraggiare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima ( io direi dopo le prime 5 o 6) inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare (è Hazel che comincia a cambiare). Isambard, infatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti (a me hanno fatto pena, non paura … e anche ad Hazel): un cane con la testa di legno, un gruppo di papere  che fumano sigarette, due maiali gemelli siamesi … Quando Hazel decide di esplorare il giardino (il bosco intorno alla casa), nascosti tra i cespugli scopre degli strani mostri: il pitospino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con la testa di ghepardo) e lo struzzorana (una rana con il corpo di struzzo). E’ l’inizio di un’incredibile avventura in cui niente è come sembra e la realtà può diventare più stupefacente della fantasia.

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