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Principessa

7 maggio, 2009

Ritratto di provincia in rosa
principessa
PRINCIPESSA di Giorgio Arcelli Fontana
Chi poteva mai immaginare una Piacenza magica, ritratta con amore in atmosfere sospese, un po’ fuori dal tempo, come in una favola!
Questa provincia quieta e luminosa, un po’ insolita per noi frequentatori di storie cinematografiche ambientate per lo più nelle grandi città, la ritroviamo nel felice esordio di Giorgio Arcelli Fontana.
L’ambientazione piacentina si rivela comunque lontana dallo “strapaese” dei tempi passati, non è la provincia del nord che contiene tutte le province, tutti i mondi piccoli come il paese di Peppone e don Cammillo, la provincia di PRINCIPESSA è definita e in qualche modo riconoscibile in quell’Emilia solare e operosa, ma anche contraddittoria, che spesso ritroviamo nel cinema più intimista dei Bertolucci e di Bellocchio.
Matilde è una bella ragazza come tante, di buona famiglia che si ingegna come può per una propria indipendenza economica, si presta per piccoli ruoli come modella e come promoter per bibite o sigarette, ha un fidanzato fotografo un po’ farfallone e superficiale col quale si trova in rotta. Matilda è la bella ragazza della porta accanto che improvvisamente, per un incontro in discoteca, si trova scaraventata in un’antica casa nobiliare, dove viene presentata dal giovane rampollo appena conosciuto come la duchessina Scotti Panfili. E qui si ferma il nostro racconto per lasciarvi scoprire questa storia semplice, ma non banale, raccontata da un giovane regista che si è avvalso di un cast tecnico e artistico quasi tutto sotto i trent’anni.
Il mondo giovanile raccontato da Arcelli é lontano miglia e miglia da quello di Moccia o di Muccino di TRE METRI SOPRA IL CIELO o de L’ULTIMO BACIO. Non soltanto perché i ragazzi sono di qualche anno più vecchi, ma soprattutto perché si muovono, amano e danno vita a un universo differente, meno pervaso da Facebook o dall’Ipod, dove  c’è spazio per il sogno, la favola e l’imprevedibile irrealtà del quotidiano.
Nella storia archetipica di Matilde, principessa per un giorno, rivediamo non solo tutte le Cenerentole, ma traspaiono anche i toni più foschi del Raperonzolo dei fratelli Grimm, poiché nella vita di Matilde, oltre all’incontro col principe, fa irruzione anche l’imprevisto di una maternità indesiderata.
La vera sorpresa del film è Morena Salvino che con spontanea solarità da vita e bellezza al ruolo di Matilde. Anche lei al suo esordio cinematografico, i più attenti la ricorderanno come testimonial Fiat alcuni anni or sono nello spot “cogli l’attimo” adirata protagonista del celebre tormentone “buonaseeera”.  Di Piera degli Esposti, nel ruolo della marchesa, è quasi inutile tesserne l’elogio, dolce e garbata, talora arcigna ai limiti dello sgradevole, nell’incarnare la nobile madre di famiglia arroccata e prigioniera di un mondo anacronistico.
Ma la vera protagonista del film non è né la principessa part time cui da vita Morena Salvino, né la nobile presenza di Piera degli Esposti, ma la città di Piacenza, rossa e accogliente, così come i castelli della Val Trebbia e le verdi colline del preappennino piacentino ritratti con poesia e con rilievo cromatico dalla bella fotografia di Marco Sgorbati.
PRINCIPESSA si rivela un interessante opera prima, diretta dal giovane Arcelli Fontana, che con mano sicura ci conduce in una storia semplice e fuori dal tempo,evitando intendimenti bozzettistici e senza timore di confrontarsi con stilemi narrativi presi dalla favola o addirittura dal fotoromanzo.
Un ritratto nel contempo realistico e fantastico dei piccoli segreti che nasconde il vivere quieto e nervoso della provincia piacentina.
Anche I PUGNI IN TASCA molti anni fa, in fondo non era che un piccolo affresco familiare, anche se molto più scabroso, della provincia piacentina.
GABRIELE VEGGETTI

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