Fiat VS Magna per la Opel
28 maggio, 2009
L’italiana Fiat e la canadese in corsa per Opel. Il supervertice di ieri a Berlino, terminato dopo circa 12 ore alle prime luci dell’alba, ha ristretto a due la rosa dei candidati per l’acquisto della casa tedesca del gruppo Gm. Secondo il ministro dell’Economia Karl-Theodor zu Guttenberg, hanno le stesse possibilità nella corsa per l’acquisizione di Opel, ma dovranno rivedere le offerte. E scoppia la polemica transatlantica tra Berlino e Washington, accusata dai ministri tedeschi di complicare il negoziato. A mettersi di traverso la casa madre Usa di Opel, General Motors, che ha chiesto altri 300 milioni di euro per il gruppo tedesco, da mettere sul piatto entro breve. Una richiesta che stanotte il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck, ha definito ”una sorpresa sgradevole”.
La ‘sgradita sorpresa’ di Gm: “Vogliamo altri 300 milioni”
“Siamo stati sgradevolmente sorpresi dal fatto che questa nuova richiesta non sia emersa prima delle 20 americane. L’abbiamo trovato relativamente scandaloso” ha detto il ministro dopo il vertice tra governo di Berlino, Tesoro Usa, Gm, Fiat e Magna. Il governo tedesco spera in una soluzione per Opel entro venerdì, ha spiegato Guttenberg, chiarendo che gli investitori ancora in gioco devono continuare a lavorare sui propri piani e il governo tedesco “ha formulato delle richieste al tesoro americano e si attende risposte entro venerdì”. Berlino e Washington devono trovare un accordo prima della scelta del compratore di Opel, perché il fallimento di Gm sembra inevitabile dopo il no dei creditori Usa al progetto di riassetto del debito.
Il prestito ponte del governo tedesco
Berlino vuole evitare il fallimento di Opel, che in Germania impiega 25mila persone e ha scelto la via dell’amministrazione fiduciaria, con una società incaricata di gestire temporaneamente Opel, nell’attesa della vendita, e alimentata da fondi pubblici per 1,5 miliardi. Dopo il vertice “non abbiamo ancora le garanzie necessarie per accordare il prestito ponte” ha detto Guttenberg. ”Vorremmo già sapere su quale conto versare il prestito” ha detto Steinbrueck, aggiungendo che il denaro dei contribuenti tedeschi “non deve varcare le frontiere europee”. Magna e Fiat si sono detti pronti ad assistere Berlino. Il gruppo canadese, sostenuto dalla banca semi pubblica russa Sberbank, ha proposto di anticipare i 300 milioni chiesti da Gm, ma con una garanzia dello stato federale. E stamani il vice ad di Unicredit Sergio Ermotti ha dato la disponibilità della banca a sostenere finanziariamente Fiat. Come sintetizza il governatore del land dell’Assia Roland Koch, che ha partecipato stanotte ai negoziati ”gli investitori ci isprano fiducia, gli altri (gli americani) rabbia”.



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