Gran Torino: ultimo lavoro del maestro Clint.
20 marzo, 2009
Un burbero reduce della Guerra in Corea, una Ford Gran Torino nel suo garage, una famiglia coreana come vicini ed un cane a fargli da compagnia. Questo è il profilo descritto dal Clint Eastwood, ormai veterano regista americano (si ricordino i recenti “The Changelin”, “Flags of our Fathers”, “The Million dollar Baby”) che è arrivato nelle sale italiane con il suo ultimo film, “Gran Torino”.
La pellicola racconta la vicenda del vecchio Walt Kowalski (Clint Eastwood), ex soldato americano (con tanto di bandiera a stelle e strisce esposta nel portico di casa) presentato come un irrascibile, vagamente xenofobo, neo-vedovo che si ritrova a convivere con dei vicini coreani. La storia scelta e raccotata dal “mestro Clint”, descrive l’evoluzione del protagonista, il vecchio Walt, che il figlio vorrebbe in un ospizio, dalla costrizione nel ritrovarsi a condividere i limiti della sua casa con i nuovi vicini, alla rinascita pressoché patriottica (all’inverso) che lo fa diventare eroe. Il fulcro della storia sta in un episodio: Walt si ritrova a difendere i neo-vicini coreani, con fucile in braccio e mirino puntato, da una gang che aveva fatto irruzione nella casa di questi. Segue un “Beviamo con gli stranieri” dopo il quale si ritrova, verrebbe da dire inevitailmente, a dover combattere, usando come arma l’esperienza di una guerra vissuta, contro una vera e propria gang di coreani, con tanto di sparatoria contro il vecchio Walt, diventato ad un tratto il vero eroe capace di mettere da parte ogni forma di xenofobia velata di patriottismo per una vena di sano senso di giustizia – che non fa mai male.
Il film vene proiettato a Bologna nei cinema Bristol (via Toscana, 146), Capitol (via Milazzo, 1) e Medusa Multicinema (viale Europa).



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