Da Mantova a San Siro

11 Settembre, 2008

Gli eroi silenziosi e decisivi, dalla B alla A. Ricomincio dalla B. Se lo saranno detto e ridetto (senza autocommiserazioni, per carità) alcuni dei piccoli grandi eroi che la scorsa stagione furono decisivi nelle partite finali del campionato cadetto. Vero, la storia non si scrive coi “se”. Il condizionale non è materia di studio nel calcio. I fatti, crudi e semplici, avranno sempre la meglio su ipotesi retroattive.

Eppure ogni tanto sarebbe bello fermarsi e pensare a cosa sarebbe stato se, per esempio, il diagonale di Fava non fosse entrato al Martelli di Mantova o uno slalom da funambolo di Bonetto non ne avesse innescato l’azione. Ecco due personaggi che, ironia o cattiveria del destino, sono stati determinanti nello scrivere un pezzo di storia del Bologna e che oggi si ritrovano a combattere sugli stessi campi da dove avrebbero dovuto spiccare il salto di categoria. Sono stati due eroi silenziosi.

Il primo, Fava, perché il gol lo ha conosciuto per la prima volta solo alla quarantesima giornata. Il secondo, Bonetto, perché di reti non ne ha mai segnate, anche se bucava le difese con traversoni mozzafiato. Ora hanno ricominciato da Salerno e da Livorno una carriera che avrebbe potuto offrir loro ben altre strade. Erano sul pullman della festa, in piazza Maggiore, idolatrati per un trionfo di cui hanno avuto una buona percentuale di merito. Hanno lasciato Bologna. Senza far rumore. Senza proclami, senza rivendicazioni. Ma consapevoli, questo sì, che l’uno ha segnato il gol più importante della stagione e che l’altro è stato uno dei migliori terzini dai tempi della seconda promozione in A. Oggi guardano il “loro” Bologna trionfare a San Siro.

I loro palcoscenici si chiameranno Cittadella, Sassuolo, Empoli e Frosinone. Ancora per un anno, i loro nomi si perderanno nel buco nero in cui è stata inghiottita la serie B. Forse un giorno rientreranno nel cerchio del riflettore, lì dove ora alloggiano, con merito, gli uomini di Arrigoni. Uomini record, capaci di infilare una striscia positiva che, fra amichevoli e gare ufficiali, ha resistito dal tracollo di Grosseto del 10 maggio scorso. Il nuovo Bologna, pieno di novità (11 acquisti quest’estate), ha un’eredità da preservare, un lascito che gli deriva anche da quei due personaggi ora in cerca di rivincite su altre piazze. La passata stagione, infatti, ad ogni sconfitta è sempre arrivata una vittoria. È stato il segreto per arrivare fin qui. Guai, d’ora in avanti, perdere questa rara attitudine.

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