Edoardo Brizio

5 Luglio, 2008

Il 5 maggio 1907, a breve distanza dall’amico e collega Giosue Carducci, moriva Edoardo Brizio. Primo direttore del Museo Archeologico, docente di archeologia dell’Università di Bologna e titolare della tutela archeologica del territorio, Brizio fu figura di primo piano nella cultura italiana post-unitaria. Partecipò infatti da protagonista a quella profonda revisione di metodi e contenuti che, nella seconda metà dell’800, investì l’archeologia italiana, facendola uscire dalle polverose stanze degli eruditi. Scavi controllati, tutela del territorio, moderni musei: l’ossatura delle nostre strutture di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nacque proprio in quegli anni, dalla ferma volontà di un manipolo di uomini che vedeva un nesso profondo fra il “restituirsi ad unità” della patria e la ricerca delle sue radici prime e del suo glorioso passato. Sono questi anche gli anni in cui l’archeologia si apre allo studio del passato più antico dell’uomo e contamina il suo sapere con quello dei naturalisti e dei geologi.
La mostra didattica che il Museo Civico Archeologico ha organizzato in collaborazione con il Comune di Bra, città natale di Brizio, ripercorre le tappe fondamentali della vita di questa grande personalità dell’archeologia italiana, e si apre in significativa concomitanza con la chiusura della mostra che l’Archiginnasio ha dedicato a Giosue Carducci, che fu pieno di interesse per ciò che il collega archeologo andava scoprendo i quegli anni sulle antiche genti che popolarono Bologna, tanto da trasporne poeticamente le teorie nell’ode “Fuori dalla Certosa di Bologna”.

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